Posts by Massimo Molteni

Il coraggio del coniglio

Sull’olocausto, sul nazismo, si sostiene che si sia scritto tutto, visto tutto, elaborato tutto. Fosse vero allora significherebbe che tutto è ancora poco, almeno a giudicare da cosa accade, ancora oggi, accanto a noi. Qui ci pensa un ragazzino fanatico nazista, che però non ha il coraggio di uccidere un coniglio, a scardinare le liturgie e a reinventare la narrativa della shoah, spesso agiografica e commemorativa, da giornata della memoria.

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SANPA – Luci e tenebre di San Patrignano

Si, lo sappiamo: ormai se ne è già parlato e straparlato, a volte a proposito e spesso a sproposito. Il soggetto è naturalmente Sanpa, la riuscitissima docu-serie di Netflix sulla storia di Vincenzo Muccioli e della comunità di San Patrignano. Però, proprio perché così tanti si sono espressi, proviamo a dire la nostra affrontando il commento da un punto di vista differente.

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La Regina degli scacchi

In Italia nel 2020, chiamare Gambetto di Donna un racconto imperniato sugli scacchi continua a sembrare ambiguo; da qui la scelta di titolare la fortunatissima serie Netflix La Regina degli Scacchi. Un doppio senso più tranquillo che però banalizza il titolo originale (quello del libro di Walter Trevis edito nel 1983) che richiama una delle aperture più famose del gioco, “Gambetto di Donna” per l’appunto.

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tanti libri per l’estate…

Un consiglio sulle letture dell’estate, questo il secondo appuntamento bibliofilo di Milano Parla al Quadrato. Che il consiglio vi serva o no, qui trovate quaranta minuti abbondanti di proposte, considerazioni, voluttà intorno ai libri, ai lettori di libri e anche – perché no – agli autori. Con Massimo Molteni ne parlano Paola Varalli, architetto prestato alla scrittura, e Manuela Baldi, lettrice instancabile che della bulimia letteraria ha fatto uno stile di vita.

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La via San Marco che non c’è più – Passeggiata virtuale

Milano parla al quadrato, una nuova proposta del vostro blog milanese che, oltre a scrivere, parla e racconta. ERREERREARCHITETTO accompagna Massimo Molteni e Marina Beretta in un affascinante tour in uno dei santuari della milanesità. Del resto quale strumento migliore di una passeggiata virtuale per parlare della Milano che non c’è più? Un déjà vu dell’anima, una Milano che emerge dai minimi indizi, dal nome delle vie e dalle piccole e grandi vestigia di un non lontanissimo passato.

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Milano riscoperta nell’archivio della Cineteca di Milano

Molte sono state le risposte virtuose all’emergenza Covid e, soprattutto nei settori più penalizzati (guarda caso sempre quelli artistici) si sono sperimentate strade che hanno fornito risorse sin’ora impensate.
Come nel caso della Cineteca di Milano che ha aperto buona parte dei suoi archivi alla consultazione da remoto. Un tesoro che fa felici non solo i cinefili ma anche gli storici in senso generale, gli storici dell’immagine, i cultori di Carosello, gli sportivi. Insomma tutti quelli cui sta a cuore la nostra città, e non solo.
Un oceano vasto, da navigare con dovizia e con passione, ma che sa ripagarci con chicche uniche che raccontano tantissimo della nostra storia recente in generale e di Milano in particolare.

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1945: il silenzio assordante dei segreti spezzati

Proporvi un film in bianconero, recitato in ungherese, con sottotitoli in italiano forse non vi invoglia a vederlo. Per questo c’è #MAQualecineforum. Perché perderlo sarebbe davvero un peccato: è uno dei pochi film che riesca ancora a dire qualcosa di nuovo su un argomento del quale si è detto tutto e il contrario di tutto, con tutti i registri possibili.

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MAQualeCineforum: Gay Pride a Belgrado

Provate voi a essere “peder” nella Serbia machista e omofoba. Una nazione in cui il riscatto dall’umiliazione di una guerra perduta e dalla seguente rovina economica è affidato ai gruppi violenti e paramilitari alla Limonov. E provate anche a pensare di voler organizzare il primo Gay Pride in una Belgrado squassata dalle contraddizioni, preda degli interessi mafiosi e speculativi.

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MAQualecineforum

In principio era il cineforum, quello de “La corazzata Potëmkin” di fantozziana memoria. Poi il cinema è mutato in qualcosa di allora neppure immaginabile e il cineforum, quando va bene, è stato sostituito dai post social, più o meno salaci, più o meno riusciti…

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