Posts by Massimo Molteni

tanti libri per l’estate…

Un consiglio sulle letture dell’estate, questo il secondo appuntamento bibliofilo di Milano Parla al Quadrato. Che il consiglio vi serva o no, qui trovate quaranta minuti abbondanti di proposte, considerazioni, voluttà intorno ai libri, ai lettori di libri e anche – perché no – agli autori. Con Massimo Molteni ne parlano Paola Varalli, architetto prestato alla scrittura, e Manuela Baldi, lettrice instancabile che della bulimia letteraria ha fatto uno stile di vita.

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La via San Marco che non c’è più – Passeggiata virtuale

Milano parla al quadrato, una nuova proposta del vostro blog milanese che, oltre a scrivere, parla e racconta. ERREERREARCHITETTO accompagna Massimo Molteni e Marina Beretta in un affascinante tour in uno dei santuari della milanesità. Del resto quale strumento migliore di una passeggiata virtuale per parlare della Milano che non c’è più? Un déjà vu dell’anima, una Milano che emerge dai minimi indizi, dal nome delle vie e dalle piccole e grandi vestigia di un non lontanissimo passato.

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Milano riscoperta nell’archivio della Cineteca di Milano

Molte sono state le risposte virtuose all’emergenza Covid e, soprattutto nei settori più penalizzati (guarda caso sempre quelli artistici) si sono sperimentate strade che hanno fornito risorse sin’ora impensate.
Come nel caso della Cineteca di Milano che ha aperto buona parte dei suoi archivi alla consultazione da remoto. Un tesoro che fa felici non solo i cinefili ma anche gli storici in senso generale, gli storici dell’immagine, i cultori di Carosello, gli sportivi. Insomma tutti quelli cui sta a cuore la nostra città, e non solo.
Un oceano vasto, da navigare con dovizia e con passione, ma che sa ripagarci con chicche uniche che raccontano tantissimo della nostra storia recente in generale e di Milano in particolare.

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1945: il silenzio assordante dei segreti spezzati

Proporvi un film in bianconero, recitato in ungherese, con sottotitoli in italiano forse non vi invoglia a vederlo. Per questo c’è #MAQualecineforum. Perché perderlo sarebbe davvero un peccato: è uno dei pochi film che riesca ancora a dire qualcosa di nuovo su un argomento del quale si è detto tutto e il contrario di tutto, con tutti i registri possibili.

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MAQualeCineforum: Gay Pride a Belgrado

Provate voi a essere “peder” nella Serbia machista e omofoba. Una nazione in cui il riscatto dall’umiliazione di una guerra perduta e dalla seguente rovina economica è affidato ai gruppi violenti e paramilitari alla Limonov. E provate anche a pensare di voler organizzare il primo Gay Pride in una Belgrado squassata dalle contraddizioni, preda degli interessi mafiosi e speculativi.

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MAQualecineforum

In principio era il cineforum, quello de “La corazzata Potëmkin” di fantozziana memoria. Poi il cinema è mutato in qualcosa di allora neppure immaginabile e il cineforum, quando va bene, è stato sostituito dai post social, più o meno salaci, più o meno riusciti…

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Renato e Pulce: Natale a piedi sotto le stelle

Breve storia di Renato Frignani e del cane Pulce: un cammino avventuroso che dopo aver risalito l’Italia e attraversato la Lombardia continua anche durante le feste.

Nell’epoca delle vacanze organizzate e dei voli intercontinentali per poter dire “io lì ci sono stato” c’è ancora qualcuno che si entusiasma all’idea di un viaggio lento, povero in risorse ma ricco in stimoli ed esperienza. E’ quello che ha fatto Renato Frignani da Correggio, 38 anni e una gran voglia di camminare.

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La rivoluzione perduta dei mulini ad acqua

I mulini ad acqua sono ancora oggi elementi fondanti del nostro inconscio paesaggistico. Se l’affermazione vi sembra eccessiva provate a pensare all’uso che ne ha fatto il mondo della comunicazione: dal famoso marchio di biscotti e prodotti da forno (1975), alla precedente casa editrice (1954), per arrivare alla marea di utilizzi più diversi: dall’insegna di negozi ai marchi di attività commerciali.

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Un monumento ligneo alla storia del ciclismo

Seconda visita informata di Milano al Quadrato, questa volta nel regno milanese dei “pistard”: il Velodromo Maspes-Vigorelli. Uno spazio magico e dimenticato dove basta superare l’ingresso per ritrovarsi in una autentica palestra del ciclismo, tra odori di cemento e di legno. Un luogo dove lo sport era riscatto e sudore e le regole sportive non erano mai dettate dai tempi del marketing televisivo… insomma quasi mai.

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