Posts by Marina Beretta

Verd’in pietra: piante scolpite sulle case di Milano

Quando si parla di scultura si pensa all’espressione artistica. Quando si parla di motivi vegetali scolpiti a decorazione di palazzi e architetture si pensa al Liberty, allo stile floreale che, anche a Milano, ha pregevoli testimonianze. Quindi nomi di artisti, datazioni, periodi storici da inquadrare, stili, correnti e così via. Tutto molto molto interessante. Per questa volta, però, vorrei proporvi di accostarvi alla vegetazione immortalata nella pietra con il piacere per il particolare e la voglia di riconoscere foglie, fiori e frutti proprio come se li dovessimo cogliere.

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Il siliquastro, l’albero degli abbracci anche in tempi di Coronavirus

Si chiama caulifloria, il fenomeno per cui i fiori germogliano direttamente sui rami e sul tronco in tutta la loro lunghezza; una vera rarità, che solletica il lato botanico sinistro del mio cervello. Ma quando il lato botanico destro osserva questo bell’albero e la miriade di fiorellini rosa fucsia aggrappati alla scura corteccia, l’immagine diventa quella di un abbraccio serrato, che siamo invitati a condividere… non appena sarà possibile.

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I ciliegi della solidarietà

Milano è in rosa. Puntuali come ogni aprile sono fioriti i ciliegi e, anche se non ai livelli del Giappone, possiamo godere del nostro piccolo hanami, la tradizione di “guardare i fiori” che viene dall’Oriente e che, soprattutto in queste giornate così belle ma solitarie, può scaldare un po’ gli animi. I ciliegi sono ormai molto diffusi in città e non sarà difficile ammirarli ovunque abitiate senza bisogno di spostarsi, nel rispetto delle limitazioni del momento. Ma il rosa non è l’unico colore di queste piante, capaci di darci una piccola lezione di convivenza.

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L’oro e il rosso dell’autunno

Se l’inverno promette e la primavera è speranza, l’autunno convoglia gli animi nella dimensione dell’intimità, dopo la chiassosa estate. Lo fa disseminando le tinte calde delle foglie che si preparano a terminare il loro ciclo e che, prima di cadere, esplodono in colori carichi di un fuoco intenso, il calore interiore di una brace che penetra nei cuori per prepararci ai mesi freddi in arrivo. Questa pagina vegetale che accende le giornate ormai grigie è intorno a noi in tutta Milano, basta alzare (ma anche tante volte abbassare) lo sguardo e godersela fino in fondo.

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Riserva San Massimo. Riso, acqua, ontani e caprioli

Questo è il racconto della mia visita alla Riserva San Massimo, avvenuta a inizio agosto. Dove si trova e di che cosa si occupa non lo svelo subito. Spero che siate stuzzicati alla lettura dal sapere come riso, acqua, ontani e caprioli possano condividere un unico ambiente, quando in genere non li si incontra insieme. Qual è il progetto che li accomuna? Diamo il via all’escursione.

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Velodromo Vigorelli: le storie nella storia

Con mio grande piacere, la seconda visita informata di MaQ di sabato 21 settembre si è svolta al Velodromo Vigorelli. Qui abbiamo scoperto/riscoperto che la sua bella storia (anche raccontata in questo nostro articolo) si intreccia con tante altre narrazioni, i cui protagonisti sono pistard, sportivi, architetti, mecenati… abeti di risonanza della val di Fiemme. Forse meno nota è la storia più recente di un manipolo di appassionati che ha dato vita al Comitato Velodromo Vigorelli, un’associazione sportiva alla quale occorre dire grazie, perché sono proprio i suoi membri ad avere spinto e ottenuto la tutela di questo impianto storico di Milano, che ora non potrà più essere snaturato e affidato ad altri usi. Non solo, sono loro che cercano, tra mille difficoltà, di tenere vivo il ciclismo amatoriale su pista, aprendo il velodromo agli amatori almeno una volta in settimana in tutti i mesi che il tempo atmosferico lo consente e accudendo la pista come meglio possono fare. Un lavoro che comporta molti oneri e decisamente pochi onori.
E di storie nella storia ce ne sono due del Comitato che vale la pena raccontare.

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Leonardo pittore della natura, tra gelsi e vigne

Il Castello Sforzesco si unisce alle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci con un programma dal titolo “Leonardo mai visto”, una rassegna di tre mostre che portano a scoprire il legame dell’artista con la natura e il valore da lui attribuito all’osservazione diretta di tutte le sue forme, per scopi pittorici e al tempo stesso scientifici. La riproduzione di un ambiente naturale è il soggetto principale della Sala delle Asse, nella quale consigliamo di immergersi prima che torni a chiudere i battenti.

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Roundabout: un giro su una giostra inaspettata

Rotatorie, spartitraffico, banchine, massicciate, strette strisce tra marciapiede e carreggiata, piccole zone non asfaltate, persino fessure e crepe nel cemento. In tutti questi spazi la natura si fa strada con incredibile forza, a volte guidata dagli addetti ai giardini, molte altre in completa libertà. Attraverseremo la città da San Siro a Corvetto, da Gae Aulenti a City Life, da Cordusio a Settimo Milanese come in altrettanti giri di giostra che, nel loro vorticoso roteare, ci trasporteranno in un mondo colorato e spesso ignorato. E così, per parafrasare gli Yes, diventerò qui il vostro “roundabout”, sperando che le mie parole, e soprattutto le mie immagini, vi portino “out ‘n’ out” alla scoperta di una città inaspettata.

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XXII Triennale di Milano Broken Nature e la Nazione delle piante

Qual è la prima cosa che vi viene in mente quando si parla della Triennale di Milano? Design, arte applicata, multimedialità… C’è qualcuno che, come me, la associa a un leccio, Quercus ilex per gli amici? Probabilmente no. Eppure, come si vede nella foto di apertura, quando si arriva allo storico edificio dal ponte sopra la ferrovia l’imponente albero cattura l’attenzione, anche perché non è certo una specie tipica della Pianura Padana. Quante volte capita che una pianta passi inosservata o sia data per scontata? Quante volte poi ignoriamo l’impatto sull’ecosistema di un qualsiasi piccolo gesto quotidiano? Questi i presupposti per una visita alla XXII Triennale di Milano aperta fino al primo settembre.

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