Barbara Legrenzi: una dog trainer ci accompagna nel mondo del nostro amato Fido

Sole, giornate lunghissime, più tempo a disposizione. In una parola: ESTATE! Quale migliore stagione da trascorrere coi nostri fedeli amici a quattro zampe, condividendo con loro le nostre avventure in mezzo alla natura?

Incontriamo oggi con grande piacere Barbara Legrenzi, esperta dog trainer, che ci farà  scoprire come comunicare nel modo migliore col nostro cane e come trovare con lui un rapporto pieno di armonia e di gioia.

Barbara Legrenzi con Zeus e Oscar

Essere dog trainer oggi non vuol più dire, come una volta, impartire ordini secchi con voce stentorea e un fischietto in bocca: tutto è cambiato. Si tratta a tutti gli effetti di una disciplina con rigorose basi scientifiche, che implica studi approfonditi di etologia, psicologia e comunicazione, passando anche dalla meditazione e dall’esperienza legata alla mindfulness. Come risultato, già da alcuni anni i metodi educativi per i nostri amici cani hanno subito un’evoluzione sostanziale, basandosi completamente sulla creazione di un rapporto empatico e di fiducia, molto lontano dall’idea di punizione e di imposizione forzata. Assistiamo così a sistemi nuovi, con metodi e sperimentazioni che non avremmo mai immaginato, in un terreno ancora tutto da scoprire.

In collegamento video, Barbara Legrenzi, dolce e riservata, eppure molto empatica e diretta, mi trasmette subito un senso di tranquillità e di accoglienza. Milanese di nascita, ricorda in poche parole la sua infanzia che si è svolta in varie località della Lombardia, in una famiglia che le ha trasmesso un grande amore per la natura. Anni sereni condivisi, oltre che coi suoi familiari umani, con tutta una serie di Pussy, Lilli e chi più ne ha più ne metta. Esemplari di gran razza, acquistati nei migliori allevamenti, oppure meticci trovatelli, salvati e accolti in famiglia sempre con grande gioia. Cani in genere molto longevi, che si sono succeduti in casa nel corso degli anni, amati e rispettati.

Poi otto anni fa la svolta: in un momento delicato della sua vita è arrivato Byron, un pastore tedesco con una grande personalità. E’ stato lui ad accompagnarla con gentilezza verso un approccio diverso, in cui il mondo degli umani e quello dei cani si sono incontrati a metà strada. Una scoperta reciproca che l’ha conquistata a tal punto da farle lasciare la sua attività nel marketing commerciale per dedicarsi completamente all’educazione cinofila.

 

 

Ascolto, accoglienza, empatia

“La base di tutto sono l’empatia e il rispetto per tutti gli esseri viventi,” afferma Barbara, “bisogna imparare a non imporsi, ma a farsi seguire, seguendo un codice che loro possano comprendere e rispettare con fiducia.”

“Una regola importante che deve esserci sempre chiara è che non dobbiamo antropomorfizzarli: non sempre quello che ci sembra un “abbraccio” fra cani è tale e non sempre una leccata equivale a un bacio. Stando con noi, i cani diventano bilingui: imparano le nostre modalità di comunicazione, ma dobbiamo sempre tenere presente che loro hanno un codice diverso dal nostro. Anche noi dobbiamo imparare il loro, osservandoli e dedicando loro un po’ del nostro tempo, senza svolgere parallelamente altre attività.” Per capirci, in queste occasioni niente smartphone o altre distrazioni: tutti i giorni cerchiamo di trovare un momento, magari anche breve, ma di qualità, dedicato solo a loro.

“Purtroppo spesso ci si dimentica”, osserva Barbara, che ogni giorno ha sotto gli occhi una grande varietà di situazioni.

 

Altra questione molto importante è considerare sempre che ogni cane, indipendentemente dalle caratteristiche più generali della razza a cui appartiene, ha il suo carattere particolare. Proprio come accade a noi umani.

“Per esempio puoi trovare il timido e l’estroverso, e all’interno di queste categorie c’è chi è più o meno reattivo. C’è quello a cui si abbassa l’autostima quando sbaglia e quello più pronto a superare eventuali ostacoli. Ci vuole una grande attenzione e sensibilità per non rischiare di provocare danni ai soggetti più sensibili.                                           E’ un lavoro psicologico notevole.”

 

Un trait d’union tra cane e proprietario

Il discorso si amplia se si considera che non solo va educato il cane, ma anche il proprietario va aiutato nella scoperta di una specie che non è la nostra.

“Bisogna accompagnare il proprietario a conoscere il mondo del cane, così come accompagni il cane a conoscere prima la sua famiglia e poi il mondo umano all’esterno. E’ essenziale capire le caratteristiche sia del cane che del proprietario. A volte capita che l’umano abbia delle aspettative eccessive o forse perseguite con sistemi che non sono adatti al carattere del cane.

L’educatore serve proprio a creare un’armonia tra i due, che possa fare star bene entrambi. Naturalmente tutto è più facile se questo processo si può avviare quando sono ancora cuccioli, per evitare eventuali comportamenti problematici nella preadolescenza e nell’adolescenza, o addirittura da adulti.”

Già, avete capito bene: a quanto pare, anche per i cani l’adolescenza è un momentaccio…

 

 

Ma come avviene l’incontro con la dog trainer?

“Il primo incontro serve a fare conoscenza. Ci si incontra in casa, pandemia permettendo, si osserva e si ascolta, cercando di stabilire un contatto empatico. Se ci si piace a vicenda, dopo un’oretta si può già stabilire quanti incontri possono essere utili. Così si può fare un programma in base alle caratteristiche e all’età del cane, le aspettative del proprietario, le capacità di socializzazione e le motivazioni di entrambe le parti.”

 

Lockdown e Social

Durante il lockdown molti hanno adottato animali domestici, anche per riempire il vuoto dell’isolamento e per vivere una nuova esperienza possibile.

C’è da dire però che già da alcuni anni gli animali avevano assunto un’importanza che non avevano mai avuto nella società. Sull’onda di una nuova coscienza ecologica, per molti questo trend è scaturito anche dalla presenza massiccia di video sui social che hanno mostrato quanto cani, gatti, e non solo, siano simpatici e buffi, ma anche capaci di un amore e di una tenerezza di cui non tutti erano a conoscenza. Per non parlare delle grandi campagne a favore dell’adozione di animali abbandonati e, negli ultimi anni, di animali anziani sempre vissuti in canile, che non hanno mai conosciuto le cure e le coccole di una vera famiglia.

E’ possibile far interagire serenamente anche tre baldi maschi come questi

 

Una presa di coscienza a livello mondiale: proprio ora che la Cina ha finalmente messo al bando il consumo della carne di cane, pare che, soprattutto grazie ai video di TikTok,  nelle case dei cinesi gli animali d’affezione siano ormai più di 100 milioni. Quello che per Mao era solo “un dannoso passatempo borghese da vietare” è diventato un trend che ha ormai un peso non trascurabile anche sull’economia.

“Un grande passo avanti di cui ci possiamo rallegrare.”, dice Barbara, ”Il rovescio della medaglia è che gli animali, considerati parte della famiglia ed equilibratori di sentimenti, a volte sono investiti di una responsabilità eccessiva. Non devono essere accolti solo perché noi abbiamo bisogno di affetto. Mi spiego: a volte ci sono scene a cui non si dovrebbe assistere. E’ inaccettabile vedere un cane ingioiellato o portato in giro in carrozzina: anche un chihuahua è fatto per camminare, giocare e non per essere trattato come un peluche.”

 

Attività e relazione

Quali sono le richieste più frequenti per un educatore cinofilo?

Andare correttamente al guinzaglio. Il cane non deve tirare, ma anche il proprietario non lo deve strattonare. Si va a passeggio insieme come tra amici umani. Niente deve essere forzato. Bisogna parlargli e dire sempre cosa si sta facendo.

Ci vuole diverso tempo per gestire bene il guinzaglio. Anche infilare la pettorina sembrerebbe un’azione banale, ma non lo è. Dovrebbe essere un movimento fluido, come una danza.

I gesti, le parole, i suoni sono importanti per farsi seguire e impostare una relazione di fiducia.

Altra questione di importanza basilare è il richiamo. Quando ci sono pericoli, obbedire a un nostro segnale potrebbe salvargli la vita.

Altre cose non sono così importanti, per cui, se qualche volta il vostro cane non ha voglia di farle, non importa. Impariamo anche a essere un po’ indulgenti…”

Barbara con Byron. Una relazione a 6 zampe passa sicuramente anche attraverso il gioco

 

Socializzare e sperimentare

“Poi si va insieme in città, nelle strade piene di gente, nei bar, in spiaggia, perché possano imparare a socializzare con diversi tipi di esseri umani. Sarebbe meglio svolgere questa attività in una certa finestra temporale, quando sono ancora cuccioli. Più tardi sarà più difficile per loro.

Rey in spiaggia

Per cani provenienti da zone non urbanizzate è anche importante abituarsi al rumore del traffico.

Ci vuole poi una particolare pazienza se si adotta un soggetto semi-selvatico, portato in canile per salvarlo da qualche situazione pericolosa. In questi casi anche vivere in casa va imparato da zero. Ma con l’amore e la perseveranza anche questi obiettivi possono essere raggiunti.”

Barbara in pineta con un grande leonberger

 

 

Scegliere il cane ideale

“Non c’è un cane ideale!”, sorride Barbara, ”C’è il cane ideale per te. L’importante è che tutti stiano bene. La consulenza pre-adozione non è molto diffusa, ma sarebbe fondamentale. L’educatore cinofilo ti può accompagnare in allevamento o in canile a vedere, quando è possibile, anche i genitori e i fratellini. E’ comunque importante che un cucciolo possa stare con loro almeno due o tre mesi per imparare la socializzazione coi suoi simili.”

Poi il proprietario diventa il suo riferimento. E’ un rapporto di tenerezza e accudimento che dura per sempre e loro restano un po’ degli eterni cuccioli, anche se molti cani sviluppano un grande senso di protezione nei confronti della loro famiglia umana.

Barbara ricorda un pomeriggio in cui il suo Byron le impedì per ben due volte di uscire di casa: con la sensibilità propria dei cani nei confronti degli eventi naturali, aveva avvertito l’arrivo di una tromba d’aria che in pochi minuti si abbattè con violenza proprio sul loro quartiere!

 

 

Spesso i nostri Fido ci mettono in guardia da persone che giudicano inaffidabili o pericolose. Come fanno?

Barbara spiega che i cani possiedono un senso particolare: l’organo vomeronasale, un dotto che mette in comunicazione la cavità orale e quella nasale, li aiuta a percepire feromoni ed altre sostanze che tutti emettiamo e che indicano il nostro stato in un particolare momento. Siamo tranquilli, arrabbiati, abbiamo cattive intenzioni?

A quanto pare, anche noi umani possedevamo questo organo di senso, ma l’abbiamo perduto nel corso dell’evoluzione. Peccato. Eppure a volte capita anche a noi di diffidare di qualcuno così, per istinto… a naso…, vero?

I cani sono in grado di percepire lievissime variazioni ormonali e chimiche del nostro organismo. Con un un adeguato addestramento, qualsiasi cane può avvertire se un soggetto è malato.

 

Tante belle storie

Nella tua vita di educatrice c’è una storia particolare che ti piace ricordare?

In un batter di ciglia, questa domanda abbastanza banale provoca visibilmente una grande emozione in Barbara.

“Tante storie… Tutte le storie sono state e sono belle. Sono nati bellissimi rapporti che durano ancora. Dopo anni mi mandano ancora le foto e spesso mi chiamano per affrontare bene un altro momento cruciale nella vita di tutti: la vecchiaia.

Quanti bravi cani e quanti proprietari, brave persone con tanto amore da dare.”

Perché come sempre tutto parte da qui e arriva qui: l’amore, quello vero.

Quello che ci aiuta a trovare il nostro giusto posto nel creato e a rispettare davvero la terra e tutti gli esseri che vi abitano.

Fin da bambina Barbara ama scrivere poesie: “Per la poesia ci vuole un cuore aperto. Questo lavoro è la mia poesia più bella.”

A degna conclusione, dedichiamo alla meravigliosa Barbara e a tutti voi, cari lettori, un augurio speciale di BUONA ESTATE da parte degli amici a quattro zampe di Milano al Quadrato!

 

Buona Estate da…

Il piccolo Rover, mascotte ufficiale di Milano al Quadrato. E’ stato adottato già anziano dopo tanti anni passati in un box in canile, bullizzato da un cane molto più grosso. Qui finalmente nel suo primo Natale in famiglia. Adesso è pronto per partire per allegre vacanze estive!

 

Uno sguardo adorabile, tanta allegria, ma un’energia davvero esplosiva!!  Ecco Fred, adolescente irresistibile arrivato dal sud con una staffetta. Si preannunciano vacanze molto animate…

 

Un altro arrivo in staffetta da un canile lontano. Peggy ha trovato qui la sua mamma umana e i suoi fratellini gatti con cui vive in grande armonia. Quasi sempre non si sa nulla della vita precedente a questi arrivi. Se questi occhioni dolci potessero raccontare…

 

E in un batter d’occhio questo adorabile cuccioletto di weimaraner, allevato come un principino nell’amore della sua famiglia, non poteva che diventare un fantastico gentleman!

Bart, molto bello ma anche molto buono!

 

I suoi cuccioli tutti adottati. E la mammina no? Ecco qui la dolce Terry! Anche lei ormai da tanto tempo ha trovato la sua bella famiglia umana.

 

 

 

Due bambine fortunate! La loro mamma si è trasferita in montagna con loro e vivono tutte le stagioni dell’anno in questo paradiso. Sono due flat coated retriever e l’acqua è il loro elemento. Affettuosissime con le persone, vanno d’accordo con tutti i cani

 

Argo, incrocio pastore tedesco  setter gordon, ha dovuto superare un momento molto delicato per la scomparsa del suo papà umano

 

Argo con mamma Mariagrazia, salvati dal loro forte legame in questo momento difficile

 

 

La cara Alfa, sempre con noi. Perché, come dicevamo, l’amore supera tutto, anche il fatto di essere volata sul ponte dell’arcobaleno dopo lunghi anni di felicità nella sua famiglia

 

Ori è un galgo, un levriero spagnolo. Giovanna lo ha accolto, salvandolo dallo sfruttamento e dalle uccisioni crudeli messe in atto dai cacciatori in Spagna. Arrivato scheletrico e con uno sguardo terrorizzato, ha scoperto le carezze, la gioia di passeggiare insieme, il folle divertimento di correre sull’erba, una cuccia calda. Ha pianto di gioia la prima volta che la sua mamma gli ha fatto assaggiare il pollo arrosto. Ha 2 anni e ancora tanto tempo davanti per scoprire quanto la vita possa essere meravigliosa.

Buone vacanze a tutti dalla Redazione di Milano al Quadrato!

 

Testo: Silvia Castiglioni

Foto: B.Legrenzi, S.Castiglioni, M.Beretta, F.Modesti, M.Stagni, G.Jarach, B.Polacchini, A.Dell’Aquila, C.Bianchi, G.Tromby

 

 

 

 

 

 

 

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