La Regina milanese degli Scacchi ci racconta la loro magia

Questa è una storia milanese che contiene tante storie e testimonia come il silenzioso mondo degli scacchi possa, quasi magicamente, influenzare in modo positivo la vita di chi vi si avvicina.

Elisabetta Romagnoli ci racconterà la storia del suo importante negozio storico, quella dell’incontro con una persona eccezionale che ha saputo trasmetterle, in un’età non più giovanissima, la passione per gli scacchi, quella di persone che, con gioia e sorpresa, hanno visto migliorare la loro memoria divertendosi, quella di bambini in una scuola multietnica che, grazie al Progetto Scacchi della Fondazione Cariplo, hanno scoperto un mondo silenzioso fatto di re e regine, e alfieri, cavalli e torri, molto lontano dai loro consueti videogiochi, e infine quella di un ragazzo autistico che ha coronato un sogno incontrando il suo idolo, il campione mondiale Garri Kasparov!

Lasciamoci trasportare insieme nel suo meraviglioso racconto.

Giochi della mente: un negozio storico

Elisabetta Romagnoli, Betty per gli amici, è una milanese minuta, un sorriso pronto, velato di una qualche timidezza, grandi occhi scuri e profondi e una voce morbida e tranquilla che si scalda man mano che entra nel racconto e nei ricordi.

E’ la titolare di un negozio di giochi classici, Romagnoli 1965 – Giochi della Mente, che è da decenni un punto di riferimento per tutti gli appassionati di giochi da tavolo.

Fu il suo papà ad aprire la prima sede storica di questa attività in via Mazzini. Per lui era il coronamento di un sogno, inseguito fin da quando, appena dodicenne, arrivato da Chiaravalle, aveva iniziato a lavorare presso Savinelli, il celeberrimo negozio milanese di articoli per fumatori, per aiutare la sua famiglia in difficoltà. Nei 25 lunghi anni di servizio vi ricoprì tutti i ruoli.

Finalmente dunque, nel 1965, eccolo aprire un negozio tutto suo: una cartoleria.

La svolta avvenne nel 1972, quando a Reykjavik si svolse il campionato del mondo di scacchi, con quello che fu definito l’Incontro del Secolo tra due inossidabili campioni, uno russo, Boris Spasskij, un gigante dell’armata scacchistica sovietica, la più forte del mondo, e un americano, Bobby Fisher, un geniale “cane sciolto” dalla personalità difficile e complessa, ma un mago assoluto della scacchiera, che alla fine risultò il vincitore.

Tutto si svolse all’apice della guerra fredda, col mondo che si divise in due, tifando per l’uno o per l’altro.

 

Spasskji – Fisher “The Match of the Century”

 

Naturalmente questo avvenimento avvicinò il gioco degli scacchi al grande pubblico. Nell’entusiasmo generale, anche il papà di Betty si appassionò e… la cartoleria divenne trionfalmente un negozio di “giochi classici da tavolo”.

Non solo scacchi quindi, ma backgammon, dama, carte di ogni genere, e poi stecche da bigliardo, freccette e bocce professionali.   Niente era lasciato al caso, chi lavorava in negozio doveva sapere tutto di tutti gli articoli: si andava in fabbrica a vedere come erano prodotti e si frequentavano lezioni ad hoc per rapportarsi coi clienti con la massima professionalità. E vai coi corsi: dal bridge al go (un antichissimo gioco cinese), dal domino agli scacchi e chi più ne ha, più ne metta.

Il negozio era piccolissimo, sfruttato al massimo anche negli angoli più reconditi, e vedeva ben 5 persone impegnate ogni giorno per soddisfare una marea crescente di appassionati. Alcuni anni dopo anche Elisabetta che, ormai cresciuta, stava lavorando nell’ufficio commerciale di Versace, fu reclutata dal suo papà per “dare una mano in negozio” e ben presto vi si ritrovò impegnata a tempo pieno.

 

La famiglia Romagnoli in negozio negli anni ’90. Betty è la seconda da destra

E non solo in negozio, ma in giro per il mondo, insieme al suo papà, per recuperare articoli raffinatissimi per collezionisti, soprattutto a Londra e in Spagna, dove ha sede Fournier, da 150 anni produttore di carte da gioco e principale fornitore dei casino di tutto il mondo.

 

 

 

Con l’avvento dei giochi elettronici, il settore subì un’evoluzione importante, ma Romagnoli restò sempre fedele al classico e, pur cambiando varie sedi nel centro di Milano, fu sempre un riferimento per gli amatori del genere.

 

Un bellissimo set da backgammon in pelle

 

Ed oggi eccoci qui, nella sede di via Appiani (zona Turati/Repubblica), aperta nel 2016, ad ammirare l’eleganza dei pezzi in legno, ordinati sugli scaffali, che oltre a essere parte di un gioco, diventano anche raffinati articoli di arredamento ricercati dagli architetti.

Sono oggetti realizzati a mano, e il profumo di legno e di cuoio che aleggia in questo negozio silenzioso in un angolo tranquillo del centro fa pensare che anche in questo settore il “made in Italy” si possa esprimere al meglio.

In questo bel video Tommaso Rizzello ci mostra con quale raffinatezza i pezzi vengono lavorati a mano.

 

 

Fiches regolamentari per il poker Texas Hold’em (di produzione estera)

 

 

La Regina degli Scacchi

Negli ultimi tempi i giochi da tavolo sono tornati di gran moda. “Effetto lockdown.” dice Elisabetta “Per molte persone si sono creati dei momenti di raccoglimento in casa in cui riscoprire questi giochi, in particolare gli scacchi.”

In più, una grande spinta è arrivata nel 2020 dalla celeberrima serie di Netflix La Regina degli Scacchi, che ha trionfalmente rilanciato questo gioco in tutto il mondo, soprattutto presso i giovani, divoratori di serie tv.

 

Anya Taylor-Joy in The Queen’s Gambit (La Regina degli Scacchi).  Secondo Mashable Italia, l’edizione italiana del noto sito web d’attualità americano, “il sito eBay ha riportato un aumento del 273% nelle ricerche di set di scacchi a 10 giorni dall’uscita della miniserie”!

 

Manco a farlo apposta, proprio nel corso della nostra chiacchierata, una ragazza entra nel negozio a ritirare una grande scacchiera da competizione: un prezioso regalo di laurea destinato a un giovane appassionato.

 

 

Sugli scaffali campeggiano anche, in bella mostra, diplomi e targhe, perché la nostra Betty è una delle poche donne istruttrici di scacchi in Italia.

Facile pensare che questo sia il risultato dei suoi 40 anni di esperienza nel settore, invece, pur sapendo giocare da tanto tempo, la sua passione per gli scacchi è scaturita pochi anni fa dall’incontro con una persona assolutamente speciale.

 

Un incontro speciale

Tutto iniziò per caso nel 2014, quando Betty ricevette una chiamata del Presidente dell’Accademia Scacchi Milano, Francesco Gervasio: cercavano qualcuno che andasse a fare qualche partita di scacchi a casa di una persona anziana.

In realtà questo signore era stato fino a 88 anni un grande sportivo finché un grave incidente d’auto lo aveva confinato su una sedia a rotelle. Per svagarsi nelle lunghe ore vuote passate in casa, quest’uomo dalla mente ancora brillantissima, che per inciso era un noto editore, decise di imparare a giocare a scacchi con l’aiuto di un istruttore, che diventarono in seguito anche più di uno, perché in breve tempo l’uomo si appassionò moltissimo a questo gioco.

Quello che proprio non sopportava però era che questi istruttori lo lasciassero vincere con facilità: aveva bisogno di un avversario vero, che non gli regalasse niente!

Elisabetta raccolse la sfida, non senza timore. Da tempo sapeva giocare, ma non era certo animata dal sacro fuoco. Cercava almeno di evitare figuracce, per non rovinare la buona reputazione del negozio, e questo sforzo le costò più di un mal di testa alla fine delle due ore quotidiane di gioco nella elegante dimora in centro, dove a volte anche i figli di questo signore venivano ad assistere alle partite.

Adesso l’anziano editore si divertiva davvero! Liquidò gli istruttori e aspettava come una manna questo momento della giornata! Con la pratica quotidiana, anche Elisabetta migliorò moltissimo: da lui imparava la tecnica, ma soprattutto acquisiva la vera passione per questo gioco antico quanto il mondo. Così a un certo punto si trovarono ad essere due contendenti di pari livello: a volte vinceva uno, altre volte l’altro. Erano momenti magici, in un mondo silenzioso e speciale tutto racchiuso nella scacchiera. “Vedi solo i pezzi. Tutto il resto del mondo non esiste.”

 

 

Uno sport per il cervello

Quando qualche anno dopo il signore venne a mancare, queste partite le mancarono moltissimo. Fu quindi ben lieta quando alcune sue clienti le chiesero di dare loro delle lezioni di scacchi.

Tutto funzionò molto bene, le signore apprendevano con gran gusto, tanto più che scoprirono che questa attività entusiasmante era anche un allenamento eccezionale per il cervello e per la memoria.

In effetti gli scacchi sono ufficialmente una disciplina sportiva olimpica riconosciuta dal CONI, in quanto favoriscono una serie di dinamiche psico-emotive che hanno effetti sul cervello. Sono quindi un gioco che stimola, allena e sviluppa le capacità della mente.

Quello che Elisabetta scoprì con soddisfazione, invece, era di avere delle buone doti da insegnante.

Per questo, seguito il corso regolamentare CRL riconosciuto dal CONI, si è diplomata istruttrice di base, con grande soddisfazione.

 

 

“Sono la prova vivente che si può arrivare a un discreto livello anche iniziando non giovanissimi. Si può cominciare a tutte le età. E’ uno sport della mente. Si può essere più o meno portati, ma non è riservato ai soli geni della matematica. E’ più che altro una questione di allenamento, come in tutti gli sport.”

 

 

Gli scacchi per i bambini: un progetto della Fondazione Cariplo

Sempre su invito dell’Accademia degli Scacchi, Elisabetta ha preso parte come istruttrice ad un interessantissimo progetto della Fondazione Cariplo, Bando Sottocasa Città Intorno, per la riqualificazione del Quartiere Corvetto.

Di questa iniziativa fa parte il Progetto Scacchi che è stato svolto da lei, insieme a un altro bravissimo istruttore, Elia Mariano, molto esperto nell’insegnamento ai bambini, nella Scuola Primaria Renzo Pezzani di viale Puglie.

E’ una scuola decisamente multietnica che vede, al fianco dei bambini italiani, la presenza di numerosissimi piccoli arabi, cinesi, rom, filippini, sudamericani, albanesi.

 

Il Presidente dell’Accademia Scacchi Francesco Gervasio saluta i bambini

 

Dallo scorso febbraio a metà maggio i due istruttori hanno dedicato 4 ore ogni mattina all’insegnamento degli scacchi dalla seconda alla quinta elementare in cicli settimanali, col seguente programma: il primo giorno lezione teorica, dal secondo giorno introduzione di alcuni pezzi alla volta e infine, il venerdì, vere e proprie partite. Ogni settimana nuove classi. Circa 500 bambini hanno partecipato alle lezioni per conoscere ”il linguaggio degli scacchi” e molti di loro si sono divertiti e appassionati.

 

Per loro era apparentemente solo un gioco, ma in realtà, per la gioia dei loro insegnanti, era un mezzo per aiutarli ad analizzare situazioni, prendere decisioni ponderate, considerandone le conseguenze, rispettare delle regole ben precise, sapersi concentrare in silenzio e riuscire a tenere pazientemente sotto controllo le emozioni.

I bambini sono molto attenti mentre Elia Mariano spiega

Effetti particolarmente benefici sull’autostima sono stati riscontrati sui bambini con problemi di socializzazione (si gioca in squadre) e sui bambini autistici, forse perché, come dice Beth Harmon ne La Regina degli Scacchi “La scacchiera è il mio mondo e lì ho il pieno controllo”.

 

Una corsa sfrenata per coronare un sogno

A questo proposito, Betty vuole raccontarci un ricordo che le è molto caro.

Nel luglio 2007 l’ambiente degli scacchi di Milano era in totale fermento. C’era da organizzare l’accoglienza per l’arrivo di un vero super VIP della scacchiera: Garri Kasparov, campione mondiale dal 1985 al 2000, poi ritiratosi imbattuto!

Per Elisabetta Romagnoli e Tommaso Rizzello, suo socio all’epoca, un grandissimo lavoro di preparazione e organizzazione perché tutto andasse per il meglio in quelle  poche ore di permanenza di Kasparov presso il loro negozio (che al tempo si chiamava “Rizzello e Romagnoli” ed era in via Falcone).

In effetti la serata fu riuscitissima, con una grande affluenza di appassionati arrivati da tutta Italia per incontrare questa vera leggenda della scacchistica mondiale.

 

Garri Kasparov con Elisabetta e Tommaso nel loro negozio

 

A manifestazione appena conclusa, gli organizzatori videro arrivare, trafelatissimi, un ragazzo con lo zio. Arrivavano da Brescia e il treno, proprio quella sera, aveva avuto un clamorosissimo ritardo!

Kasparov se ne era andato da una decina di minuti ed Elisabetta, vedendo lo zio affranto e il ragazzo quasi in lacrime, propose di cercare di raggiungerlo al suo albergo in piazza del Duomo. Fu una corsa disperata, perché sapevano che quello era l’ultimo impegno milanese di Kasparov, che sarebbe partito subito dopo.

Arrivarono in piazza del Duomo senza fiato,  giusto un attimo prima che Kasparov salisse su un taxi insieme alla moglie e a un segretario. Vedendoli, il mito della scacchiera fu molto gentile e anche lieto di concedere l’autografo al ragazzo e di scambiare due parole con lui.

“Siamo tornati al negozio camminando a 20 centimetri da terra per la felicità! – ricorda Betty – In seguito lo zio mi ha raccontato che suo nipote era affetto da autismo e aveva imparato a giocare a scacchi, ottenendo grandi benefici, proprio ispirandosi a Kasparov che era il suo idolo assoluto. Quella sera aveva coronato un suo grande sogno.”

“Averlo aiutato è stata una soddisfazione e una gioia enorme. Un’emozione che non potrò mai dimenticare”.

 

Betty con Dana, che appartiene a una lunga serie di cagnoloni e mici adottati da canili e gattili, in tanti anni di volontariato in favore degli animali abbandonati.

 

Un sorriso al volo sulla porta del negozio

Testo: Silvia Castiglioni

Foto: chess24.com, Elisabetta Romagnoli, Silvia Castiglioni, sporteconomy, shannon potter per unsplash.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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