La nascita del banco del farmaco per gli indigenti di Milano: il Santa Corona

Si parla tanto in questo periodo di Banco Alimentare promosso in Italia da vari associazioni laiche, cattoliche e protestanti. Ma nessuno ha mai ricordato un’antica istituzione milanese con i suoi luoghi di elezione, il Banco Farmaceutico promosso dalla Confraternita della Santa Corona, già nel XV sec.

Il Pio Istituto di S. Corona prendeva il nome dalla spina della corona di Cristo, traslata in S. Maria delle Grazie alla fine del XV sec.

La Confraternita aveva sede, sin dal principio, in un oratorio sul lato nord della chiesa del Santo Sepolcro, e dal 1497 ebbe sede nell’omonima piazza anche il Pio Istituto di S. Corona, fondato nel 1494 dal padre domenicano Stefano da Seregno e da Domenico Spanzotta, con il preciso intento di portare cura e conforto ai malati direttamente presso il loro domicilio, con la distribuzione gratuita di medicinali ai poveri.

Veduta di Piazza S. Sepolcro con l’omonima chiesa

La spezieria dell’Istituto, aperta nel 1499, riforniva oltre che i malati, anche una rosa di ventiquattro strutture tra monasteri, collegi e carceri e aveva ramificazioni persino fuori dalla Lombardia (l’ospedale omonimo di Pietra Ligure ne era una sua emanazione). Per ottenere gratuitamente i medicinali dall’Istituto, il parroco rilasciava un certificato di povertà vidimato dal medico di zona responsabile (ce ne era uno per ogni porta).

Le innumerevoli donazioni permisero di intraprendere lavori di ristrutturazione e, all’inizio del XVI sec.,  le decorazioni pittoriche di Bernardino Luini. Si citano gli affreschi nell’Oratorio con Cristo incoronato con la corona di spine fra i 12 Deputati (laici) di S. Corona, così come ci illustra nel filmato successivo lo scomparso e compianto critico Philippe Daverio.

Intanto però dal 1540, il Luogo Pio, si trasferisce dall’oratorio in un’ala della Casa Rabia (in fronte alla chiesa del Santo Sepolcro), il cui proprietario, Girolamo Rabia, ne era stato uno dei principali animatori. L’iniziativa aveva ormai talmente tanti adepti e talmente grande ne era l’eco che necessitava di spazi più grandi per l’amministrazione e i magazzini per le spezie. Le medicine un tempo erano frutto di preparati galenici derivanti dalla miscela di erbe. Gli speziali avevano quindi bisogno di laboratori attrezzati con alambicchi, banchi da lavoro e scansie con decine di albarelli.

Paolo Antonio Barbieri- Spezieria

La nuova sede sarà successivamente acquistata direttamente dal Luogo Pio, grazie alle tante donazioni.

Girolamo Rabia era il figlio di tal Aloisio Rabia, ricco esponente di una famiglia di tradizioni mercantili ben insediata in città tra Quattro e Cinquecento. Girolamo quindi, vivendo delle rendite lasciate dal padre, diviene prima co-fondatore di un circolo portatore di idee a sfondo sincretista e neo-platoniche, filoermetiche, cabalistiche, giudaizzanti, ‘eterodosse’, con centro proprio nella stessa chiesa del S. Sepolcro. Poi, per le sue aderenze con i Borromei, divenne priore generale degli Oblati, per volontà dello stesso arcivescovo Carlo Borromeo.

Palazzo Rabia in una vista dall’lato della piazza S. Sepolcro

Chiama lui stesso tra il 1522 e il ’25, Bernardino Luini ad intervenire sia in questa casa sia in quella di campagna, presso Sesto S. Giovanni, conosciuta come Villa La Pelucca. Ma soprattutto, come avevamo accennato prima, fa affrescare dagli aiuti del Luino (diretti dallo stesso maestro), il vecchio oratorio della Confraternita. Lo stesso spazio che nel 1584 viene però ceduto agli Oblati, protetti dall’arcivescovo Carlo Borromeo e più tardi incorporato nella Biblioteca Ambrosiana.

L’ingresso al complesso dell’Ambrosiana in Piazza Pio XI, alle spalle di Piazza S. Sepolcro

Nel 1777 si ha una parziale demolizione e ricostruzione della prestigiosa sede del Luogo Pio Santa Corona. Restano intatti comunque all’interno gli affreschi del Luini.

Nel 1786, divenne padiglione ospedaliero, accorpato all’Ospedale Maggiore, dopo la riorganizzazione delle strutture sanitarie, operata secondo le disposizioni del figlio di Maria Teresa d’Austria, Giuseppe II.

Fino alla fine della II Guerra qui il Luogo Pio aveva conservato la sua sede.

Oggi l’attività è affidata e assorbita dal Banco Farmaceutico, continuando e testimoniando ancora una volta il generoso e caritatevole spirito del vecchio “milanese”, anche quello d’adozione.

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One comment, add yours.

Rosaria

A riprova dell’antica generosità di Milano!

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