I libri che abbiamo amato. Dalla redazione di Milano al Quadrato.

Quali sono i libri che alcuni di noi, autori di Milano al Quadrato, abbiamo amato in modo particolare, tanto da permetterci di consigliarli ai nostri lettori in un periodo tanto particolare, che tuttavia si rivela quanto mai ideale per leggere?


Sì, questo articolo attendeva una pubblicazione già da parecchi giorni, ma la “remise en forme” tecnica del nostro blog ci ha costretti a rimandare tutto. Nel frattempo sulla rete si sono scatenati i consigli di tutti su libri, audiolibri, film, serie TV… Ciò nondimeno mi fa piacere segnalarvi alcune delle nostre preferenze.
Inutile dire che ognuno di noi avrebbe voluto parlare minimo minimo di dieci libri a testa, e in realtà sono certa che per qualsiasi lettore sono numerosissimi i titoli “del cuore”, che possibilmente appartengono a generi diversi, ad autori differenti, al passato, al presente… Poiché si tratta di libri più o meno recenti, abbiamo verificato che siano reperibili online e quindi acquistabili senza difficoltà. Oltre alla mia proposta, quindi, i miei amici e coredattori vi sottoporranno le loro scelte, che speriamo possano interessarvi e regalarvi alcune ore davvero piacevoli in questa città dall’aria irreale.

Io vi parlerò di una trilogia suggeritami quest’estate da mio fratello, che ho letto davvero con estrema velocità, tanto era l’interesse per quest’opera, per i temi in essa affrontati e per lo stile dell’autore: si tratta de “La Trilogia del Male” di Roberto Costantini. Questi riesce a ritrarre una storia nella Storia contemporanea, quella con la s maiuscola. Una vicenda in cui si intrecciano indagini e corruzione, politica e servizi segreti, religione e mafia. Ma ancora di più, amicizia, amore, tradimento, in un affresco quasi cinematografico.

Lo scomodo protagonista è il commissario Balistreri, così politicamente scorretto da risultare sulle prime davvero insopportabile. Ma poi lo snodarsi intrigante delle sue vicende, che incrociano l’Italia del Mondiale del 1982 o del 2006, la Libia del colonialismo fascista fino all’ascesa di Gheddafi, e più in generale la storia del nostro Paese fino ai giorni nostri, ci fa capire le sue ragioni, il suo passato complicato: una storia che per me ha prepotentemente rievocato – pur essendone distante come atmosfera – le suggestioni e la dolente umanità del film capolavoro di Leone “C’era una volta in America”. Perché dal primo capitolo all’ultimo di tutti i tre libri, Costantini sapientemente riallaccia e ricuce ogni traccia della narrazione, pennellando un quadro perfetto. A dirla tutta, il tema “crime” davvero sbiadisce di fronte alla complessità di tutti i piani di lettura di questi coinvolgenti romanzi, considerato anche l’eccellente stile letterario dell’autore. Raccomandatissimi! E concludo con un ulteriore consiglio di mio fratello: questo è il momento perfetto per dedicarsi a opere, editoriali o televisive, che compongano intere serie, saghe, epopee.

 

Mariangela Marchesi, la nostra apprezzata foodblogger, lancia la sua buona idea: “Divorare il cielo” di Paolo Giordano. Innanzitutto sottolinea che ha una particolare stima e passione per l’autore, di cui aveva anche amato gli altri romanzi. Quello d’esordio – noto ai più e tradotto anche in versione cinematografica – “La solitudine dei numeri primi” e anche “Il corpo umano”.

“Questa storia coinvolgente – ci racconta Mariangela – riguarda la giovinezza di tre ragazzi e di una ragazza, a tratti tormentata, appassionata, trasgressiva; parla della fame di vita e di esperienze e della grande, vera avventura: diventare adulti. Il tutto vissuto con forti dinamiche ecologiste, sullo sfondo dell’assolata campagna pugliese”.

 

Da Silvia Castiglioni una proposta molto interessante: “Le 10 mappe che spiegano il mondo” del giornalista britannico Tim Marshall, per 30 anni corrispondente estero di BBC e Sky News.

Silvia lo consiglia perché… “È una vera esplorazione del pianeta nel tempo presente. Realtà che non conosciamo più di tanto e che i nostri nipoti studieranno nei libri di storia riferiti a questi anni che stiamo vivendo. La storia e gli interessi umani legati indissolubilmente alle caratteristiche geografiche del mondo in cui viviamo. L’ho trovato davvero avvincente”.

 

Marina Beretta era molto divertita mentre mi descriveva il suo libro. Si tratta di “Il picnic e altri guai” scritto dall’etologo inglese Gerald Durrell, che aveva sviluppato la sua passione per la natura da piccolo, quando viveva sull’isola di Corfù. Ecco come ci racconta la sua scelta “Il libro che segnalo è una raccolta di racconti che tracciano scene di vita familiare sempre narrate con il tipico humour inglese, un modo di scrivere leggero e la capacità di cogliere quel pizzico di follia che in fondo accomuna i due popoli.

In particolare segnalo il racconto “La crociera inaugurale”, in cui la famiglia si sposta da Venezia a Corfù su una nave. La scena clou è quando la sorella di Gerald rimane chiusa in bagno, prima da sola, e poi in successione con tutti i marinai (greci appunto) venuti a salvarla.  Il dialogo che riassume questo “scontro” esilarante di mentalità si svolge al bar della nave. Lawrence D. “Per favore mi può dare uno ouzo”. Cameriere greco “Caldo o freddo?” L.D. “Freddo, per favore”. Cameriere greco “Lo abbiamo solo caldo”. Tutte le volte che leggo il racconto, cado per terra dalle risate. Chissà che non faccia sorridere un po’ di persone”.

 

Massimo Molteni suggerisce un’altra appassionante trilogia. Scritta da Jean-Claude Izzo, è la Trilogia di Montale.

E così ce ne parla: “Ha per protagonista il commissario Fabio Montale ed è un’onda che costruisce un mondo a sé. Cresce poco a poco, scalda i motori partendo da Casino totale, per poi crescere in Chourmo sino all’apoteosi finale di Solea. Si nutre di rimpianto, di nostalgia, di Lagavulin e di musica. Qui siamo all’esordio del polar (police+noir), e l’azione si svolge in una Marsiglia già votata al declino, teatro di vicende che anticipano (o anticipano per noi che non ne avevamo sentore) le tensioni etniche e sociali che coglieremo almeno vent’anni più tardi. Strano scrittore Izzo: italiano per sangue e francese per scelta, poeta per vocazione e scrittore per necessità, ci lascia infine un’appassionata testimonianza di una Francia che ama proprio perché sta scomparendo”.

 

Chiude la carrellata Erreerrearchitetto con il suo consiglio (un titolo recentissimo, peraltro!): “Il sonno del mattino” di Robert Harris. Ecco le sue parole: “Ho scelto questo libro anche per la contingenza che stiamo vivendo, poiché rappresenta un affresco di una società in un futuro distopico. Non è un mondo di fantascienza quello che l’autore tratteggia ma una realtà in cui gli abitanti tornano a vivere come nel Medioevo dopo una catastrofe universale. Non si sa ancora di quale natura: un blackout, una pandemia, una guerra nucleare. Fatto sta che quasi subito il mondo si renderà conto che solo dopo qualche ore senza elettricità la nostra vita si riduce a ciò che era il modus vivendi dei secoli più bui prima della “Rinascenza”. Niente più elettricità e quindi niente più lavoro con il PC, niente connessioni e quindi nulla più accesso ai conti bancari, niente più uso del bancomat e quindi niente più prelievi e quindi niente più possibilità di acquisto. In poche ore la merce sugli scaffali si esaurisce. Insomma forse è ciò che in piccola parte stiamo già vivendo in questi giorni di angoscia per noi e i nostri cari. Il tutto è reso ancora più avvincente dall’impellenza di risolvere un giallo a tinte fosche”.

 

Buona lettura!

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