Le bugie che deludono – menzogna e vita quotidiana

“Le bugie che deludono”. Questo il nuovo libro del prolifico autore Carlo Scovino, del quale abbiamo già parlato in passato a proposito della questione dei diritti umani. Questa volta il tema al centro della sua ultima fatica è appunto la bugia. La bugia fa parte di noi, di tutti noi, chi più, chi meno. Ne siamo vittime e artefici. È una dimensione che si insinua tra le pieghe dell’esistenza di ciascuno. A volte modificandone il volto. A volte sorreggendola, se non addirittura salvandola. A volte distruggendola. Scopriamo qualcosa di più su un libro che ci rappresenta per quello che tutti siamo: inguaribili bugiardi.

Il Prof. Carlo Scovino, autore del libro.

Il Prof. Carlo Scovino, autore del libro.

Il titolo e la nascita del libro

A chi non è mai capitato di ricevere in risposta da qualcuno delle scuse, a volte anche palesemente assurde. Tanto assurde da rimanere comunque, nonostante il camuffamento, delle evidenti menzogne. È proprio questa esperienza, reiteratasi nelle relazioni con l’altro (ricordiamocelo bene perché il tema della relazione sarà centrale), che ha spinto Carlo a riflettere prima, e a scrivere poi. Una delle scuse – abominio dell’assurdo – addotta da una persona importante nel suo passato, quale giustificazione atta a motivare l’impossibilità di vedersi, dopo lungo attesa,  è stata: “Devo fare i mestieri“.  Quale piccola mente avrà mai potuto partorire una tale patetica idiozia? Molti di noi, purtroppo, potranno certamente presentare casi tristemente simili. Quello che conta è che da questa bassezza Carlo ha saputo trarre una riflessione profonda. Un viaggio che certamente passa attraverso le parole di grandi filosofi e studiosi del pensiero, ma che soprattutto scandaglia l’animo umano con la competenza, la sincerità, e il coraggio che sono propri di questo autore.

Le domande che sono le nostre domande

Interrogarsi è difficile. Tanto difficile che spesso evitiamo di farlo. Non fare domande però, non vuol dire affrontare i problemi. Vuol dire tentare di scansarli solo fino a che non ci inciampiamo dentro comunque. E allora tutto sembra essere peggio di prima. La bugia sta là, proprio nel nostro angolo buio. Prima o poi prenderà il sopravvento, in diverse forme.
E allora ci domandiamo: Esistono “bugie buone” e “bugie cattive”? La bugia ha solo una valenza negativa? E’ possibile non dire bugie? Perché “bisogna” mentire? Perché gli altri ci mentono? Carlo Scovino affronta proprio tutte queste domande. Vi sono delle risposte? Sta a voi leggere il libro. Intanto, voglio darvene qualche assaggio, chiarendo che quanto riporto non è la risposta dell’autore a una domanda, ma solo alcuni, piccolissimi spunti di riflessione che potete ricavare leggendo questo libro.

Il dipinto riportato non a caso sulla copertina del libro: “La Verità che esce dal pozzo” di Jean-Léon Gerome, 1896, presente sulla copertina del libro.

Si può smettere di dire bugie?

Il libro affronta il tema della menzogna all’interno della società e delle relazioni affettive e amicali e quanto lo sviluppo tecnologico le abbia modificate ampliando le possibilità di raccontare – in modo consapevole o inconsapevole – le bugie. Un intero capitolo tratta la possibilità di smettere di dirne. È davvero possibile? Oppure per certi versi esse sono necessarie, addirittura per poter sopravvivere, ritagliandosi, grazie ad esse, uno spazio di libertà? La grande Alda Merini, in una frase quasi lapidaria afferma: “Chi è a corto di bugie non può salvarsi”.

La verità è sempre la cosa migliore?

Non dire bugie è una delle prime regole che ci viene insegnata da piccoli. Fin troppo presto però, crescendo, scopriamo che la verità non è sempre una buona idea. Diventiamo perciò, inevitabilmente, tutti bugiardi. Almeno questo è quello che sostengono in molti, anche tra gli studiosi, i filosofi e i pensatori di sorta. Non si salva nessuno, dicono. Neppure uno. Qual è però il confine tra la bugia “innocente” e quella “necessaria”, perché non diventi un sintomo accessorio di una vera e propria malattia? Nello specifico una manifestazione della demenza?

Sant’Agostino, dipinto di Sandro Botticelli. Il vescovo di Ippona è stata solo una delle eminenti personalità che nel corso dei secoli hanno riflettuto su questa realtà tanto umana quanto universale che è la bugia. Nel 394-95 d.C. scrive il “De Mendacio”.

Quando smettiamo di vivere?

La bugia – ci dice Scovino – non deve diventare una modalità di rapporto. Può (e forse deve) esistere come strategia limitata nel tempo. Una metodologia eccezionale. È proprio nel rapporto che sta il nodo. Nella relazione con l’altro da sé. Perché vi possa essere un rapporto vero, è necessario che innanzi tutto impariamo, come insegna la filosofa  Michela Marzano, ad accettare le nostre ferite. Dobbiamo accettarci con tutti i nostri limiti e le nostre debolezze. Solo con questa reale e piena consapevolezza sapremo correre il rischio di affidarci all’altro, riconoscendo nell’altra persona qualcuno come noi, debole, carico di ferite, dal quale non dobbiamo difenderci a tutti i costi. È solo così che non impariamo a recitare tutto il tempo, mentendo costantemente, e svuotando il nostro essere. Altrimenti saremo condannati a vivere una vita non più nostra, ma di qualcun altro che non siamo, e che non esiste. Il Sociologo Erving Goffmann afferma che la linea di separazione tra recitazione e vita reale è particolarmente sottile. Da qui la domanda: siete sicuri di voler rinunciare a vivere?

La filosofa Michela Marzano, docente presso l’Università di Parigi V, René Descartes, già direttrice del dipartimento di Scienza Sociali alla Sorbona.

Dalla Bibbia a Internet e ai Social Media

La riflessione dell’autore attraversa ogni codice o riferimento. Attraversa il tempo e i secoli. Non ha timore di osservare per esempio con sguardo disincantato la realtà di un riferimento morale e culturale come la Bibbia, in cui la menzogna non è solo quella di una Rebecca che spinge Giacobbe a mentire al padre Isacco perché lo benedica al posto del fratello Esaù. Ma è la bugia di Dio stesso, che “inganna” Abramo, chiedendogli di sacrificare il figlio Isacco a riprova della propria fede, sapendo evidentemente che tale sacrificio non ci sarebbe poi stato. Fino ad arrivare all’oggi dei social network, in cui nessuno di noi è davvero se stesso, o lo è molto poco. Una realtà virtuale in cui manca la relazione, il rapporto e il rischio dell’affidamento all’altro. Non può certo esserlo un like! Facile capire come la bugia trovi terreno fertile.  Un regno di cui è regina, circondata dalla schiera armata delle fake news.

Umanità

Un libro che scopre veli e che lancia domande. Un libro che parla di umanità nel senso più pieno e più profondo. E’ nell’umanità infatti che la bugia trova le sue radici, la sua ragione d’essere, e forse, anche il proprio antidoto. Assolutamente da acquistare per avere il coraggio di guardarsi dentro senza timori e chiedersi: sto vivendo davvero?

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