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Milano che in-canta: un "palo" nel ricordo dell’Ortica.

La ricordava così Enzo Jannacci sin dagli anni ’60 la periferica Ortica, ancora segnata dai campi (così come detta lo stesso toponimo che richiama il nome della pianta che infestava i prati della zona) e dallo scalo ferroviario. Era abitata e frequentata dalla ligera, quella vecchia mala milanese un po’ improvvisata di cui abbiamo parlato in un nostro passato intervento. In realta’ quello che era un vecchio borgo si era sviluppato sin dall’antichità intorno alla famosa chiesetta dei SS. Faustino e Giovita o della Madonna delle Grazie e intorno a qualche cascina ancora in funzione, come quella ancora oggi nota come S. Ambrogio. Troppo poco per un pugno di case rurali strette tra Lambrate e l’aereoporto di Linate.

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Nella vecchia fattoria: le vie degli animali a Milano.

Girando per la nostra città, forse non ci siamo mai accorti che un numero non esiguo di strade sono dedicate ad animali. Il perché è presto detto: non tanto per uno spirito di storica affezione per le bestie domestiche, addomesticate o da fattoria, ma come testimonianza di come la vita agreste, almeno fino al XIX sec. si spingesse fin dentro il centro cittadino. A memoria di questa vita rurale che ancora oggi impregna di sé alcuni angoli della nostra città, non è raro trovarsi di fronte a nuclei di sistemi produttivi legati a fondi agricoli, come cascine, magari oggi trasformati in condomini. Più facilmente alcune vie ricordano nel loro nome il fatto che lì si svolgevano alcune attività legate alla vita di campagna, più che a quella cittadina che intorno si andava via via sviluppandosi. Iniziamo allora da questa categoria di toponimi con quelli che si trovano intorno alla Ca’ Granda (ex Ospedale Maggiore e oggi Università degli Studi).

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QUANDO I RE MAGI PASSARONO DA MILANO

Con la fine dell’Avvento e delle festività legate alla fine dell’anno, chiudiamo questa lunga parentesi di riposo, con l’Epifania, che come dice il detto, tutte le feste porta via!  Ma questa ricorrenza antichissima non è legata solo alla tradizionale comparsa della calza sui nostri alberi, riempiti da una Befana, di dolciumi o di carbone (per i bambini più discoli). Piuttosto la parola “epifania” è legata ad un termine greco che indica la manifestazione (quasi come una apparizione inaspettata), la visita dei Re Magi ad un Gesù bambino appena nato, ancora in culla.

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